Dottore, penso siano emorroidi. Ma siamo sicuri?
- by Varriale Prof. Massimiliano
- 22 ott 2026
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“Dottore, penso di avere le emorroidi.”
È una frase che in un ambulatorio di proctologia si sente molto spesso. Il paziente racconta di avere visto del sangue sulla carta igienica, di sentire prurito, bruciore, dolore o qualcosa che sembra fuoriuscire durante l'evacuazione.
E molte volte arriva alla visita con una diagnosi già fatta.
Il problema è che non tutto ciò che accade nella regione anale è necessariamente riconducibile alla malattia emorroidaria.
Emorroidi: facciamo un po' di chiarezza
Prima di tutto è utile chiarire un equivoco molto comune. Le emorroidi sono strutture anatomiche normalmente presenti nel canale anale e partecipano ai meccanismi della continenza.
Il problema nasce quando si verificano alterazioni che determinano quella che definiamo malattia emorroidaria, che può manifestarsi con sintomi differenti.
Nel linguaggio quotidiano, però, “emorroidi” è diventata quasi una parola universale con cui vengono descritti molti disturbi della regione anale.
Ed è proprio qui che può nascere l'errore.
Il sangue sulla carta igienica
Uno dei motivi più frequenti di preoccupazione è vedere sangue dopo essere andati in bagno.
Spesso si tratta di sangue rosso vivo, visibile sulla carta igienica o nel WC.
La malattia emorroidaria può certamente provocare sanguinamento, ma non rappresenta l'unica possibile spiegazione. Anche una ragade anale, per esempio, può determinare una piccola perdita ematica.
Esistono poi altre condizioni del colon e del retto che possono manifestarsi attraverso un sanguinamento.
Per questo il punto fondamentale non è spaventarsi, ma neppure ignorarlo.
“Mi capita da anni, quindi non sarà nulla”
Questo è un altro ragionamento che il medico incontra frequentemente.
Un paziente che ha già avuto una diagnosi di malattia emorroidaria può tendere ad attribuire automaticamente qualsiasi nuovo episodio di sanguinamento allo stesso problema.
Ma avere le emorroidi non rende impossibile sviluppare, nel corso della vita, altre patologie.
Un sintomo che cambia caratteristiche, diventa più frequente o compare insieme ad altre alterazioni dovrebbe quindi essere rivalutato.
Il medico terrà conto dell'età, della storia personale e familiare, delle caratteristiche del sanguinamento e dell'eventuale presenza di altri sintomi per stabilire quali accertamenti siano indicati.
Il dolore è sempre causato dalle emorroidi?
Anche qui bisogna fare attenzione.
Molti pazienti utilizzano indistintamente la parola emorroidi per descrivere qualsiasi dolore anale.
Un dolore molto intenso durante l'evacuazione e persistente anche successivamente può, per esempio, essere compatibile con una ragade anale. Altre condizioni possono avere presentazioni ancora differenti.
Il tipo di dolore, quando compare e quanto dura sono informazioni preziose durante la visita.
Per questo raccontare bene i propri sintomi è spesso più utile che arrivare dal medico dicendo semplicemente: “Ho le emorroidi”.
Creme e rimedi fai da te
Davanti a un disturbo considerato imbarazzante, è comprensibile cercare inizialmente una soluzione autonoma.
In farmacia sono disponibili numerosi prodotti e internet offre un numero praticamente infinito di consigli.
Il rischio nasce quando l'automedicazione continua per settimane o mesi senza che nessuno abbia stabilito quale sia realmente il problema.
Una crema può attenuare temporaneamente un fastidio, ma la scomparsa momentanea del sintomo non equivale necessariamente alla diagnosi o alla risoluzione della sua causa.
Quando il sanguinamento merita particolare attenzione?
Ogni situazione deve essere valutata individualmente, ma esistono circostanze nelle quali è particolarmente importante rivolgersi al medico.
Un sanguinamento nuovo o persistente, un cambiamento significativo delle normali abitudini intestinali, la presenza di anemia, una perdita di peso non intenzionale o altri sintomi gastrointestinali richiedono un inquadramento appropriato.
Questo non significa automaticamente trovarsi di fronte a una patologia grave.
Significa fare medicina nel modo corretto: partire dal sintomo, raccogliere la storia del paziente, visitarlo e decidere se siano necessari ulteriori approfondimenti.
Superiamo anche l'imbarazzo
C'è infine un ostacolo del quale si parla poco: l'imbarazzo.
Molte persone aspettano mesi prima di rivolgersi a un proctologo perché considerano questi disturbi difficili da raccontare.
Per lo specialista, invece, sanguinamento, dolore, prurito, incontinenza o difficoltà evacuative sono problemi clinici come tutti gli altri.
Parlarne tempestivamente può rendere più semplice arrivare alla diagnosi e, quando necessario, iniziare il trattamento.
Quindi, la prossima volta che pensiamo “saranno sicuramente emorroidi”, ricordiamoci una cosa molto semplice: le emorroidi sono comuni, ma non sono l'unica causa dei disturbi anorettali. Prima di curare un sintomo bisogna capire da dove proviene.
Comunicazione informativa a carattere sanitario, conforme all’art. 56 del Codice Deontologico FNOMCeO. Il presente contenuto, redatto dal Dott. Massimiliano Varriale, ha esclusiva finalità informativa e divulgativa. In nessun caso può sostituire una valutazione medica personalizzata o il rapporto diretto con il proprio medico.


