Proctologia e innovazione digitale: robotica e IA per una chirurgia più precisa
- by Varriale Prof. Massimiliano
- 14 set 2026
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Negli ultimi anni anche la proctologia e la chirurgia colorettale hanno iniziato a confrontarsi sempre più con le opportunità offerte dall’innovazione digitale. Quando si parla di robotica e intelligenza artificiale in ambito chirurgico è però importante evitare facili entusiasmi. Per noi specialisti, infatti, la tecnologia acquista valore soltanto quando è in grado di migliorare concretamente il percorso del paziente, aumentando la precisione diagnostica e chirurgica, la sicurezza delle procedure e, possibilmente, la qualità del recupero postoperatorio. L’obiettivo non è sostituire il medico, ma mettergli a disposizione strumenti sempre più sofisticati. Chi si occupa quotidianamente di chirurgia colorettale sa quanto alcuni interventi sul retto possano essere tecnicamente complessi. Lo vivo ogni giorno…
Il retto è situato nella pelvi, uno spazio anatomico relativamente ristretto, nel quale convivono importanti strutture vascolari, nervose e urogenitali. Durante l’intervento è quindi necessario procedere con estrema precisione, soprattutto quando si opera in profondità. Questo aspetto assume una particolare rilevanza nella chirurgia oncologica del retto, dove non basta rimuovere la malattia: bisogna farlo rispettando quanto più possibile l’anatomia circostante e preservando, quando le condizioni cliniche lo consentono, la funzione urinaria, sessuale e intestinale. È proprio in scenari di questo tipo che la chirurgia robotica può offrire alcuni vantaggi tecnici. Una precisazione è fondamentale: il robot non opera autonomamente. Il chirurgo rimane il protagonista dell’intervento. Nella chirurgia robot-assistita siamo noi a controllare gli strumenti attraverso una console. Il sistema traduce i nostri movimenti nei movimenti dei bracci robotici, offrendo una notevole libertà di movimento e una visione tridimensionale ad alta definizione del campo operatorio. La possibilità di utilizzare strumenti articolati può essere particolarmente utile quando dobbiamo lavorare in profondità nella pelvi. Rispetto alla laparoscopia tradizionale, nella quale utilizziamo strumenti relativamente rigidi, il sistema robotico permette movimenti più simili a quelli del polso umano, ma con grande stabilità e precisione. Questo non significa che la chirurgia robotica sia necessariamente superiore in qualsiasi situazione. La scelta dell’approccio deve sempre essere personalizzata sulla base della patologia, delle caratteristiche anatomiche del paziente, dell’esperienza dell’équipe e delle risorse disponibili.
Uno degli ambiti nei quali la chirurgia robotica trova particolare interesse è il trattamento del tumore del retto. In questi pazienti la precisione della dissezione è fondamentale. Una procedura centrale è la cosiddetta escissione totale del mesoretto, o TME, che consiste nella rimozione del retto e del tessuto mesorettale seguendo precisi piani anatomici. Si tratta di una chirurgia molto delicata. La visione tridimensionale e la maggiore libertà di movimento offerte dal sistema robotico possono aiutare il chirurgo soprattutto nelle pelvi più strette o nei casi tecnicamente complessi. Va comunque ricordato che la qualità dell’intervento non dipende dalla macchina. Dipende innanzitutto dall’esperienza del chirurgo e dell’équipe. La tecnologia può amplificare le capacità dell’operatore, ma non può sostituire competenza, formazione e giudizio clinico. Se la robotica sta già trovando una collocazione concreta nella chirurgia colorettale, l’intelligenza artificiale apre uno scenario ancora più ampio. L’AI ha infatti una caratteristica particolarmente interessante: la capacità di analizzare quantità molto elevate di dati e immagini in tempi estremamente brevi. Questo può avere applicazioni in diverse fasi del percorso dei miei pazienti. Pensiamo, per esempio, alla diagnostica endoscopica. Durante una colonscopia l’endoscopista deve valutare continuamente la mucosa intestinale alla ricerca di polipi o alterazioni sospette. Oggi esistono sistemi di intelligenza artificiale in grado di analizzare le immagini endoscopiche in tempo reale e segnalare aree che potrebbero richiedere maggiore attenzione. È come avere, in un certo senso, un secondo osservatore digitale e questo ci semplifica molto il lavoro.Ma attenzione: il sistema indica, il medico decide. Ed è una distinzione fondamentale.
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Foto copertina di Ramón Inciarte da Pixabay


