Primavera e intestino: perché il cambio di stagione può riattivare disturbi ano-rettali
- by Varriale Prof. Massimiliano
- 27 apr 2026
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La primavera, per molti, è il simbolo della ripartenza: giornate più lunghe, più luce, più voglia di muoversi e di prendersi cura di sé. E spesso, in effetti, qualcosa cambia davvero: ci sentiamo più energici, più attivi, più motivati.
Ma c’è un dettaglio che viene sottovalutato: il cambio di stagione non riguarda solo l’umore, riguarda anche l’intestino. E quando l’intestino cambia ritmo, a volte succede che alcuni disturbi ano-rettali si riaccendano, anche dopo mesi di relativa tranquillità.
Emorroidi, ragadi, prurito, bruciore, fastidio: sintomi che in inverno sembravano sotto controllo possono ripresentarsi proprio tra marzo e aprile. E non è un caso.
La primavera è un “reset” anche per il corpo
Tra inverno e primavera l’organismo attraversa una fase di adattamento: cambiano la temperatura, la luce, le abitudini quotidiane e spesso anche il modo in cui mangiamo.
In questo periodo è molto frequente che le persone:
- introducano più alimenti freschi (insalate, frutta, verdure crude);
- aumentino la quantità di fibre, magari “di colpo”;
- inizino a muoversi di più dopo mesi sedentari;
- provino a “rimettersi in forma” con diete drastiche o restrittive;
- modifichino gli orari, dormendo meno o cambiando routine.
Tutte queste cose sono in teoria positive, ma per l’intestino possono rappresentare un piccolo shock, soprattutto se la persona è predisposta a stipsi, alvo irregolare o colon irritabile.
Stipsi e alvo irregolare: la primavera può fare due cose opposte
Uno degli aspetti più interessanti è che in primavera l’intestino non reagisce allo stesso modo per tutti.
In alcuni soggetti la stipsi migliora: ci si muove di più, si beve un po’ di più, si introducono fibre in modo naturale e l’intestino sembra “svegliarsi”.
In altri, invece, succede l’opposto: l’alvo diventa instabile.
Si alternano giorni di stipsi a giorni di scariche, oppure si avverte gonfiore, tensione addominale, evacuazione incompleta.
Ed è proprio questa instabilità il punto chiave: perché quando l’alvo è irregolare, anche l’area ano-rettale tende a risentirne.
Perché emorroidi e ragadi possono peggiorare
Quando l’intestino cambia ritmo, il distretto anale può diventare più vulnerabile.
Nel caso delle emorroidi
Il problema principale è spesso lo sforzo evacuativo: se le feci sono dure o se l’evacuazione richiede tempo e spinta, aumenta la congestione venosa del plesso emorroidario.
Il risultato è un peggioramento di sintomi come:
- gonfiore;
- dolore;
- senso di peso;
- sanguinamento;
- fastidio dopo l’evacuazione.
Nel caso della ragade
La situazione può essere ancora più delicata. La ragade tende a riattivarsi quando la mucosa viene “stressata” da:
- feci dure e voluminose;
- evacuazioni dolorose;
- alternanza stipsi/diarrea;
- irritazione locale.
E in primavera questa alternanza è più comune di quanto si pensi, soprattutto in chi cambia alimentazione in modo brusco o in chi prova “strategie fai da te” per depurarsi.
Il punto non è “pulire”: è stabilizzare
In primavera molte persone pensano: “devo disintossicarmi”.
Ma per chi soffre di disturbi proctologici, il concetto più utile non è detox: è regolarità.
Perché l’intestino non ha bisogno di essere “ripulito”, ha bisogno di essere accompagnato verso un ritmo più stabile, senza eccessi.
E questa stabilità si costruisce con piccoli gesti, quotidiani, molto più efficaci delle soluzioni drastiche.
Come accompagnare l’intestino nel cambio di stagione
Ci sono 3 pilastri fondamentali che, messi insieme, fanno davvero la differenza.
1) Idratazione
In primavera la sete si percepisce meno rispetto all’estate.
Molti bevono poco senza accorgersene, e questo rende le feci più secche e difficili da evacuare.
E quando le feci diventano dure, il rischio è duplice: più sforzo e più microtraumi.
2) Alimentazione e fibre (ma con gradualità
Aumentare frutta, verdura e cereali integrali è un’ottima idea, ma il problema nasce quando lo si fa “tutto insieme”.
L’intestino ha bisogno di adattarsi.
Se l’aumento di fibre è troppo rapido, possono comparire:
- gonfiore;
- meteorismo;
- alvo irregolare;
- irritazione.
E, indirettamente, peggiorano anche emorroidi e ragadi.
3) Movimento
Non serve iniziare con sport intensi o cambi radicali.
Basta riprendere un movimento costante, come una camminata quotidiana.
Il movimento aiuta l’intestino, ma aiuta anche la circolazione venosa pelvica, riducendo quella “stasi” che spesso è alla base del fastidio emorroidario.
Anche il ritmo circadiano conta
Un aspetto poco noto, ma molto importante, è che l’intestino è profondamente collegato ai ritmi circadiani.
In primavera aumenta la luce, cambiano gli orari, cambiano le abitudini: tutto questo può influenzare:
- la motilità intestinale;
- la secrezione ormonale;
- la sensibilità viscerale;
- la percezione del dolore.
Ecco perché alcuni pazienti raccontano che i sintomi “si riaccendono” proprio in questo periodo, anche senza una causa evidente.
In conclusione
La primavera può essere un momento favorevole per ripartire e migliorare la salute intestinale, ma è anche un periodo in cui l’intestino può diventare instabile.
E quando l’intestino cambia, emorroidi e ragadi spesso non restano indifferenti.
La strategia più efficace non è “fare pulizia”, ma accompagnare il corpo con equilibrio:
- idratazione;
- fibre introdotte con gradualità;
- movimento costante;
- routine regolare.
Perché in proctologia, spesso, il vero segreto non è la cura “forte”: è la continuità.
Comunicazione informativa a carattere sanitario, conforme all’art. 56 del Codice Deontologico FNOMCeO. Il presente contenuto, redatto dal Dott. Massimiliano Varriale, ha esclusiva finalità informativa e divulgativa. In nessun caso può sostituire una valutazione medica personalizzata o il rapporto diretto con il proprio medico.


