HPV anale e prevenzione aumentata: come l’intelligenza artificiale 'vede' lesioni invisibili
- by Varriale Prof. Massimiliano
- 23 feb 2026
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Negli ultimi anni l’attenzione verso l’HPV anale è cresciuta in modo significativo, sia per l’aumento delle diagnosi di lesioni pre-neoplastiche, sia per la maggiore consapevolezza del rischio oncologico in specifiche fasce di popolazione. Tuttavia, nonostante i progressi nella prevenzione, una delle principali criticità resta la diagnosi precoce: molte lesioni anali sono inizialmente asintomatiche o poco evidenti all’esame clinico tradizionale.
È in questo scenario che l’intelligenza artificiale e le tecnologie di imaging avanzato stanno aprendo una nuova fase della prevenzione, definibile come “prevenzione aumentata”, in cui l’occhio del clinico viene affiancato da strumenti capaci di riconoscere dettagli impercettibili e pattern di rischio complessi.
HPV anale: una patologia spesso silenziosa
L’infezione da HPV nel distretto anale è molto più frequente di quanto si pensi. In molti casi decorre in modo completamente asintomatico e può persistere per anni senza segni clinici evidenti.
Il rischio maggiore non è l’infezione in sé, ma la sua persistenza, che può favorire lo sviluppo di lesioni intraepiteliali anali (AIN) e, nei casi più avanzati, di carcinoma anale.
Il problema clinico principale è che:
- le lesioni iniziali sono spesso piatte;
- il paziente non avverte dolore né sanguinamento;
- l’esame obiettivo può risultare negativo;
- la diagnosi avviene talvolta in fase tardiva.
Questo rende fondamentale un approccio preventivo più sofisticato, soprattutto nei soggetti a rischio.
Dall’anoscopia tradizionale all’imaging digitale avanzato
L’anoscopia ad alta risoluzione (HRA) rappresenta oggi il gold standard per lo screening delle lesioni HPV-correlate. Tuttavia, anche questa metodica è fortemente operatore-dipendente: l’identificazione delle aree sospette richiede esperienza, attenzione e una notevole capacità di interpretazione visiva.
Le tecnologie digitali stanno potenziando questo strumento attraverso:
- videocamere ad alta definizione;
- sistemi di ingrandimento avanzato;
- filtri ottici e cromatici;
- acquisizione e archiviazione delle immagini.
Questi sistemi consentono non solo una migliore visualizzazione, ma anche la possibilità di confrontare immagini nel tempo, monitorando l’evoluzione delle lesioni con maggiore precisione.
Il contributo dell’intelligenza artificiale: riconoscere ciò che l’occhio umano non vede
L’intelligenza artificiale applicata all’imaging anale non si limita a “guardare” le immagini, ma le analizza.
Attraverso algoritmi di machine learning, l’IA è in grado di:
- riconoscere micro-alterazioni della mucosa;
- individuare pattern vascolari sospetti;
- segnalare variazioni cromatiche minime;
- confrontare immagini con database di lesioni già classificate;
- suggerire aree da sottoporre a biopsia.
In pratica, l’algoritmo apprende da migliaia di immagini e diventa progressivamente più accurato nel distinguere tessuto sano, lesioni benigne e aree potenzialmente displastiche.
Questo non significa sostituire il proctologo, ma ridurre il rischio di sottostima e aumentare l’accuratezza diagnostica, soprattutto nelle fasi precoci della malattia.
Screening mirato: chi beneficia maggiormente della prevenzione aumentata
La prevenzione aumentata non è pensata per uno screening indiscriminato, ma per un approccio mirato e personalizzato.
I principali beneficiari sono:
- soggetti con infezione da HPV persistente;
- pazienti immunodepressi;
- persone con HIV;
- MSM (men who have sex with men);
- pazienti con storia di lesioni HPV genitali;
- soggetti con precedenti AIN.
In queste popolazioni, l’uso combinato di HRA e intelligenza artificiale consente di anticipare la diagnosi, ridurre la progressione delle lesioni e migliorare significativamente la prognosi.
Tele-screening e primo inquadramento a distanza
Un ulteriore passo avanti è rappresentato dall’integrazione della prevenzione HPV con la telemedicina.
In molti casi, il primo contatto con il paziente avviene a distanza, attraverso:
- anamnesi strutturate;
- questionari di rischio;
- valutazione dei sintomi;
- consulenze di counseling preventivo.
L’IA può supportare il triage iniziale, identificando i profili che necessitano di uno screening approfondito in presenza. Questo riduce tempi di attesa, ottimizza le risorse e rende la prevenzione più accessibile.
Mappatura delle lesioni e follow-up personalizzato
Uno degli aspetti più innovativi dell’uso dell’intelligenza artificiale è la possibilità di costruire una mappa digitale delle lesioni.
Ogni area sospetta viene documentata, localizzata e seguita nel tempo, consentendo:
- confronti oggettivi tra controlli successivi;
- valutazione dell’efficacia dei trattamenti;
- decisioni terapeutiche più precise;
- riduzione di biopsie inutili.
Il follow-up diventa così un percorso dinamico e personalizzato, basato su dati oggettivi e non solo sulla memoria clinica.
Verso una prevenzione oncologica più precisa e meno invasiva
La combinazione di intelligenza artificiale, imaging digitale e telemedicina sta trasformando lo screening HPV anale da pratica occasionale a percorso strutturato di prevenzione oncologica.
Individuare una lesione quando è ancora invisibile al paziente significa ridurre drasticamente il rischio di progressione, evitare interventi invasivi e migliorare la qualità della vita.
La prevenzione aumentata non è fantascienza: è una nuova alleata del proctologo, che rende possibile una diagnosi più precoce, più accurata e più equa.


