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Commenta | 07 dic, 2010

Ragade anale, qual è la cura migliore ?

fessura2La ragade anale è una patologia di osservazione relativamente frequente da parte del proctologo, altro non è che una piccola ulcera, altrimenti definita come fissurazione, posta sul margine dell’ano ovvero all’interno del canale anale. Le cause possono essere molteplici, di conseguenza la necessità di differenziarle tra loro, agevola di conseguenza il proctologo a somministrare la terapia di volta in volta più appropriata. Spesso il paziente affetto da ragade anale, durante il colloquio con il medico, sin dalle prime battute esprime la sua confusione circa la terapia cui sottoporsi; difatti le numerose visite sostenute li disorientano determinando la sfiducia sull’eventuale appropriatezza terapeutica e quindi sul suo successo. Per cui alla fine la domanda che il paziente ci pone è semmai sia necessario il trattamento chirurgico come terapia principale per curare la ragade anale. La sintomatologia che caratterizza la ragade anale è costituita da: perdite di sangue rosso vivo dall’ano, in special modo subito dopo l’evacuazione, notate dal paziente come piccole macchie poste sulla carta igienica; dolore all’atto dell’evacuazione che si intensifica nelle ore successive; la sensazione di non aver evacuato completamente  definita, in termini medici, come tenesmo rettale. Le cause che possono determinare l’insorgenza della ragade anale si possono distinguere in traumatiche, funzionali, infiammatorie o neoplastiche.

Nel gruppo delle cause traumatiche rientrano pregressi interventi chirurgici di tipo ortopedico, ovvero eseguiti per la cura di patologie neoplastiche del retto o della prostata; ma nelle traumatiche rientrano anche le lesioni da abuso sessuale.

Nel gruppo delle patologie funzionali, la ragade trova la sua ragion d’essere nel prolasso della mucosa rettale: infatti il prolasso del retto determina l’insorgenza di una ridotta capacità dell’ampolla rettale a contenere le feci; di conseguenza, l’ingombro del retto stesso determina un irregolare funzione di quei sofisticati sistemi di controllo che regolano la defecazione. In particolare, nel momento in cui l’ampolla rettale si riempie di feci, la pressione che si viene a creare fa partire degli impulsi attraverso i quali il retto chiede il permesso di svuotarsi al canale anale, in particolare agli sfinteri. Questi, ottenuto il permesso dal cervello, si aprono e permettono lo svuotamento del retto. Questo meccanismo viene meno nel prolasso interno del retto e pertanto i muscoli dello sfintere invece di rilasciarsi, aumentano il proprio tono, danno cioè l’ipertono sfinteriale. L’ipertono sfinteriale determina una sorta di ridotta vascolarizzazione dell’anello anale per cui si crea il presupposto dell’insorgenza dell’ulcera o ragade anale, che assume aspetti pianeggianti, con diametro di qualche millimetro, gemente materiale sieroso ematico e posta sul bordo esterno dell’ano generalmente, immaginando l’ano come fosse un orologio, posta a ore 6. La dissinergia del pavimento pelvico, cioè l’incoordinazione delle strutture muscolari che formano gli sfinteri anali, il muscolo sfintere esterno ed il muscolo pubo rettale , rispetto al retto nello svolgimento della defecazione; la coccigodinia, cioè il dolore anale dovuto a problematiche del coccige, che da luogo all’ipertono dello sfintere; la proctalgia fugace, completano il quadro delle possibili cause funzionali che determinano la ragade.

Le malattie infiammatorie, come la rettocolite ulcerosa o la malattia di Crohn, le proctiti o le criptiti, determinano l’insorgenza di una ragade interne al canale anale, essendo questa, a differenza della ragade che insorge dall’ipertono sfinteriale, espressione di una reazione infiammatoria; questo tipo di ragade si ritrova posta all’interno dell’ano a qualche centimetro del margine anale, ha margini lievemente rilevati, intensamente dolorosa alla palpazione gemente in massima parte materiale sieroso corpuscolato di colorito giallognolo. Le ragadi infettive sono delle fissurazioni assolutamente resistenti a qualsiasi tipo di terapia medica locale; esse traggono origine da malattie tristemente note come ad esempio la sifilide; hanno margini rilevati, di consistenza gommosa, poco o niente dolente.

Infine le neoplasie: il carcinoma squamoso dell’ano si manifesta nella grande maggioranza dei casi come una ragade assumendo delle caratteristiche morfologiche macroscopiche tipiche e caratterizzate da ragadi ampie con margini estremamente duri e rilevati estremamente dolenti e sanguinolenti e sono resistenti alla terapia medica.

Alla luce di tutto ciò detto, appare chiaro come per la corretta interpretazione di una ragade e la conseguente impostazione di una corretta terapia, sia necessaria in maniera assoluta una visita proctologica. La cura migliore è quella che tiene conto della causa della ragade e quindi non esiste un rimedio più valido in assoluto ma il trattamento deve essere adeguato alla patologia di ogni singolo paziente.