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Commenta | 15 set, 2010

La laparoscopia nel trattamento del cancro del colon destro

Cancro_laparoscopiaIl colon destro è la porzione di grosso intestino che si estende lungo un percorso immaginario proiettato idealmente sulla cute della parete anteriore dell’addome,  partendo dal fianco  destro fino alla regione sottocostale destra. E’ confinante in alto con il fegato, posteriormente con il rene destro ed il duodeno, in basso con la regione inguinale. Il colon destro ha la funzione di riassorbire i liquidi dal bolo alimentare, dando luogo  alla formazione delle feci nella loro consistenza finale.

La localizzazione del cancro nel colon destro non è frequente: in genere la sintomatologia non è specifica, potendo dar luogo a piccole tracce di sangue nelle feci, evidenziabili con il test del sangue occulto, ovvero a dolori addominali tipo a colica, diffusi nel fianco destro, che si evidenziano durante gli stadi avanzati del tumore, a causa del fatto che viene ostruito il passaggio delle feci, dando luogo a dei quadri di sub occlusione intestinale.

Lo studio diagnostico del paziente affetto da cancro del colon destro, si base su una duplice considerazione: da un lato si deve stadiare la malattia, in questo senso la colonscopia con biopsie dimostrerà l’esistenza del tumore e la sua sede, la TC del cranio torace ed addome con mezzo di contrasto evidenzierà l’eventuale esistenza di metastasi ad altri organi; l’altro aspetto consiste nel valutare le condizioni generali del paziente, valutare cioè l’esistenza di patologie concomitanti come ipertensione arteriosa, diabete mellito, patologie cardiologiche o neurologiche, che possano in qualche maniera aumentare il rischio anestesiologico ed operatorio del paziente.

Attualmente la tecnica laparoscopica è stata dimostrata essere la più vantaggiosa e performante in termini di:
a) risultato operatorio oncologicamente curativo ottenibile, se paragonato alla tecnica a cielo aperto;
b) rispetto per l’estetica del paziente;
c) ridotto uso di farmaci antidolorifici;
d) pronta ripresa dell’alimentazione e conseguente minor uso di farmaci e ridotta ospedalizzazione.

Se il paziente è idoneo all’intervento chirurgico per via laparoscopica, la resezione del colon destro per cancro avviene essenzialmente secondo i criteri seguenti:
1) rimozione del tratto di intestino sede del tumore;
2) asportazione dei linfonodi in un numero tale da permettere una stadi azione della malattia neoplastica completa, che permetta cioè a seguire l’intervento chirurgico, una corretta terapia di supporto con chemio e/o radio;
3) legatura e sezione delle strutture vascolari che apportano sangue al tratto intestinale sede del tumore alla loro origine, questo per permetterne il distacco, riducendo il rischio di disseminazione di cellule neoplastiche per via ematica, a causa della manipolazione del tratto intestinale che ha luogo durante l’intervento chirurgico;
4) la ricostituzione della continuità intestinale mediante il ricollegamento dei monconi intestinali posti rispettivamente a monte ed a valle del tratto intestinale sede del tumore oramai rimosso, in termini medici anastomosi, attraverso delle cucitrici meccaniche che saldano i due monconi mediante delle agraphes metalliche in titanio perfettamente tollerate dal corpo umano.

Le piccole incisioni, in genere di un centimetro, eseguite per permettere l’introduzione dei trocars, cannule che consentono l’immissione del gas e dello strumentario chirurgico utilizzato in corso di laparoscopia, sono eseguite all’ombelico, al fianco sinistro e a ridosso della regione epigastrica con la regione sottocostale sinistra. L’estrazione del pezzo operatorio può avvenire mediante un taglio di circa 5-6 cm sulla parete addominale, subito al disotto dell’arcata costale destra, se si decide di eseguire l’anastomosi esternamente alla parete addominale, ovvero con un piccolo taglio simile al cesareo, ove si decidesse di eseguire l’anastomosi intracorporea.

I rischi operatori, denunciati sul consenso informato ed illustrati al paziente dal chirurgo in maniera dettagliata anche utilizzando delle immagini specifiche, sono essenzialmente rappresentati dalla deiscenza dell’anastomosi, distacco del ricollegamento dei due monconi intestinali, da cui può conseguire la peritonite tanto da ritornare al tavolo operatorio; il sanguinamento, per cui si può ritornare al tavolo operatorio ovvero essere sottoposti a trasfusione ematica; raccolte poste all’interno dell’addome di materiali liquidi che possono ottenersi come conseguenza dell’intervento chirurgico con successivo drenaggio eseguito mediante sonde poste sotto controllo ecografico; una minore miscellanea di ulteriori rischi di complicanze chirurgiche viene generalmente illustrato dal chirurgo al momento della somministrazione del consenso informato.

Per la resezione del colon destro non è previsto il confezionamento della stomia. La mobilizzazione dal letto e la ripresa dell’alimentazione generalmente avviene in tempi assai rapidi. Nella media, il ricovero è di 6 – 7 giorni.

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