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Commenta | 28 set, 2010

Emorroidi ed intervento chirurgico di prolassectomia secondo Longo

Un medico italiano,  Antonio Longo è il padre della tecnica chirurgica la più innovativa degli ultimi due decenni; la tecnica ha permesso da un lato il raggiungimento di risultati in termini di guarigione e di comfort post operatorio che non ha eguali in altre tecniche, dall’altro di comprendere finalmente i meccanismi reali per cui la malattia emorroidaria insorge. L’indicazione è per prolassi muco emorroidari di II, III e IV grado.

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Come preparazione, è consigliabile eseguire, la mattina stessa dell’intervento, un clistere evacuativo, in maniera tale da pulire perfettamente l’ampolla rettale teatro dell’intervento chirurgico. Il paziente, una volta eseguita la check list in sala operatoria, viene sottoposto ad anestesia loco regionale, con blocco perineale posteriore piuttosto che con spinale, ovvero ad anestesia generale. Viene poi messo in posizione ginecologica o litotomica questo per meglio permettere l’esposizione della regione perineale. Il kit utilizzato per lo svolgimento della prolassectomia secondo Longo consiste in un dilatatore anale di 33 millimetri, un anoscopio fenestrato operativo sempre di 33 millimetri che permetterà di lavorare all’interno dell’ampolla rettale, di un uncino e della suturatrice meccanica sempre di 33 millimetri, in grado di eseguire la resezione della porzione di mucosa rettale prolassata e, al tempo stesso, di ricostituire la continuità intestinale – anastomosi in termini medici – mediante delle agraphes in titanio. L’intervento comincia con la detersione dell’intera regione perineale con disinfettante allo iodio. Viene poi introdotto, previa lubrificazione e con massima attenzione e delicatezza, il dilatatore anale che verrà fissato alla regione perianale mediante punti in seta: tutto ciò finalizzato a mantenere divaricato l’ano e permettere lo svolgimento dell’intervento in sicurezza.

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Si esegue poi, mediante l’introduzione di un anoscopio fenestrato, il confezionamento di una borsa di tabacco lungo la mucosa rettale – rivestimento interno del retto – posta a circa 4 cm da una linea immaginaria posta a livello del margine anale.

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Eseguita la borsa di tabacco, si introduce la suturatrice meccanica

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e, nell’esercizio di aprirne lo stelo, si stringe intorno ad esso la borsa di tabacco prima eseguita racchiudendo nel cestello, posto all’interno della suturatrice stessa, l’eccedenza della mucosa.

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Si stringe poi, con una manopola rotante posta alla base della suturatrice, la testina al cestello in modo tale da, una volta eseguito lo sparo – azionamento della suturatrice – , tagliare la mucosa rettale prolassate e al tempo stesso eseguire l’anastomosi con le agraphes.

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L’intervento termina con il controllo delle fonti di sanguinamento e della pervietà del lume rettale. Si introduce, come atto conclusivo, una piccola lunghetta di cotone che avrà una funzione emostatica ed al tempo stesso di spia per un eventuale sanguinamento post operatorio. Salvo complicanze, la degenza è di un giorno; la ripresa dell’alimentazione e dell’evacuazione è immediata così come veloce è la ripresa delle attività sociali.