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Commenta | 05 set, 2010

Ascesso perianale

Ascesso perianaleL’ascesso, in termini medici, configura una condizione clinica caratterizzata da una raccolta di pus racchiusa all’interno di una cavità o concamerazione. L’ascesso può localizzarsi in tutte le componenti anatomiche e tra queste la regione perianale. Si manifesta come una tumefazione a calotta posta immediatamente nelle vicinanze dell’ano, ricoperta da cute intensamente arrossata, cosa questa che ne identifica il carattere infiammatorio spiccato, la cui grandezza generalmente raggiunge quella di un mandarino. L’ascesso perianale non si manifesta immediatamente come una tumefazione: in effetti il pus rappresenta l’evoluzione finale del quadro clinico. La causa iniziale, da cui consegue il processo infiammatorio che determinerà la raccolta di pus e quindi l’ascesso, trae origine dalle ghiandole poste all’altezza tra il canale anale e la porzione terminale dell’ampolla rettale, dove hanno sede i cuscinetti emorroidari; in questo ambito anatomico, appunto tra i cuscinetti emorroidari stessi, si creano degli incavi dove hanno sede le ghiandole anali la cui funzione è quella di produrre muco che servirà a lubrificare il canale anale permettendo questa cosa il passaggio delle feci. Queste ghiandole, assolutamente non visibili ad occhio nudo, hanno, per facilità di esposizione, forma di bottiglia con il collo volto verso il lume del canale anale. Succede che, per cause ancora non meglio identificate, ma che tuttavia possono essere ricondotte alla stipsi, alle proctiti, al colon irritabile, alle sindromi diarroiche, alle malattie infiammatorie croniche come la rettocolite ulcerosa o il morbo di Crohn, il muco prodotto dalla ghiandola diventi estremamente denso tanto da occludere il condottino che veicola il muco dalla ghiandola al lume del canale anale. Di conseguenza la ghiandola, che continua a produrre muco, accumula al proprio interno il muco stesso determinandone il rigonfiamento. A questo punto nel tessuto si instaura un processo infiammatorio come meccanismo di difesa, a cui si sovrappone un’infezione. Il materiale prodotto come conseguenza dell’infiammazione e dell’infezione si fa strada attraverso le strutture muscolari e grassose circostanti al canale anale finché non giunge alla cute perianale dove, per la resistenza opposta dalla stessa, si arresta. Quindi, immediatamente sotto la cute, tutto il materiale prodotto dal tessuto infiammatorio si accumula evolvendo poi in pus. Pertanto il paziente avverte immediatamente un dolore intenso localizzato alla regione perianale dolore che si esacerba alla palpazione e durante la defecazione. Il dolore può assumere carattere continuo, cioè avvertito dal paziente come tambureggiante tanto da impedire l’assunzione di una postura che possa in qualche modo alleviare il disturbo, in ragione direttamente proporzionale all’evoluzione dell’ascesso; la tumefazione viene avvertita nelle fasi finali-intermedie dal paziente ed a volte viene scambiata per una trombosi emorroidaria. La febbre ed eventuali quadri diarroici o di stipsi serrata accompagnano la sintomatologia dolorosa. Non è infrequente che l’ascesso, per così dire, esploda all’esterno attraverso la cute determinando la fuoriuscita del pus, subito avvertita dal paziente come sollievo della sintomatologia sin lì accusata. E’ importante, quando si avverta una tumefazione anale dolente associata a febbre, eseguire una visita proctologica. La terapia antibiotica e chirurgica sono necessarie per determinare la guarigione del paziente. L’ascesso, se ancora non aperto all’esterno, deve essere inciso dal chirurgo, la procedura non è normalmente dolorosa poiché la zona di cute da  trattare è poco sensibile, mentre è prevalente il dolore dovuto alla tensione della cute infiammata, l’antibiotico prescritto dal medico dovrà essere assunto fino a quando la zona interessata dall’infezione non sia guarita e comunque su indicazione del curante. Preferibilmente, dato che la maggior parte delle volte l’ascesso perianale viene trattato al pronto soccorso, sarebbe importante che il proctologo potesse trattare in questa sede tale patologia, poiché in una percentuale significativa dei casi, l’ascesso perianale può nascondere  una fistola perianale che, se diagnosticata nei tempi giusti, può essere trattata in maniera corretta e tempestiva.

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