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Commenta | 27 lug, 2010

Anoscopia

AnoscopiaL’anoscopia è una metodica diagnostica semplice, di facile esecuzione, che completa la visita proctologica.     E’ importante smitizzare il timore  col quale solitamente il paziente si sottopone a questo esame: in effetti è possibile che venga confuso con la colonscopia per il fatto che si ignora la profonda diversità esistente tra le due metodiche in termini di preparazione, svolgimento  e comfort dei rispettivi esami. L’anoscopia prevede l’utilizzazione di una piccola cannula della lunghezza media di circa sette centimetri, avente diametro di circa quindici – venti millimetri che, introdotta attraverso l’ano, previa abbondante lubrificazione, permette l’esplorazione interna del canale anale estesa sino alla  giunzione ano rettale. Lo svolgimento dell’anoscopia prevede come preparazione un semplice clistere evacuativo da eseguirsi due ore prima dell’esame in maniera tale da determinare un’ottimale visione del canale anale e della porzione distale dell’ampolla rettale sgombra dalle feci. Lo studio è di notevole ausilio alla visita proctologica: in effetti non determina alcun fastidio al paziente, se non quello provato durante l’esplorazione rettale, viene svolto in decubito laterale sinistro o posizione fetale ovvero in posizione ginecologica. La diversità della posizione è determinata dal soggetto che si visita e in ragione del tipo di patologia che si approccia: ad esempio nella donna che giunge a visita proctologica per problematiche di ostruita defecazione da stipsi in associazione ad incontinenza urinaria da stress per cistocele, l’anoscopia eseguita in posizione ginecologica offre senza dubbio informazioni molto più dettagliate che non eseguita in posizione fetale. La visione in scopia magnificata da una fonte luminosa, permette l’identificazione di processi infiammatori a carico del canale anale  e dell’ultima porzione dell’ampolla rettale come nello proctiti, permette la valutazione di una congestione emorroidaria e del grado di prolasso retto rettale o retto anale associato, permette l’identificazione di osti fistolosi interni al canale anale di una fistola perianale ovvero la valutazione di una criptite piuttosto che di una ragade. Allora è possibile comprendere l’importanza che riveste questo semplice esame nelle mani di esperti proctologi ai fini del raggiungimento di una corretta diagnosi.

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